Il campo profughi di Yarmouk è diviso sulla crisi siriana

Nostra traduzione da al Akhbar

di Anas Zarzar

Siriani che danno da mangiare ai piccioni a Piazza Marjeh (Damasco)  (Photo: AFP – Joseph Eid)

La situazione nel campo profughi palestinese di Yarmouk in Siria è peggiorata rapidamente in mezzo ai timori di nuove violenze tra le fazioni pro e antigovernative. Alcuni stanno combattendo al fianco dell’esercio siriano, mentre altri si sono arruolati con l’Esercito Libero Siriano.
Damasco – Per la terza volta in meno di quattro mesi il campo profughi palestinese di Yarmouk, appena a sud della capitale siriana, è diventato il teatro di scontri sanguinosi tra i combattenti dell’Esercito Libero Siriano (ELS) e le unità dell’esercito regolare.
La violenza è stata inasprita dal bombardamento del campo e delle sue periferie meridionali – una zona composta da quartieri come al-Hajar al Aswad e al-Uruba che ora sono conosciuti come “la linea del fuoco”.
I media controllati dallo stato hanno più volte detto che queste zone “erano state ripulite dalle bande terroriste e dai militanti dell’ELS,” ma il fatto che i combattimenti continuino indica che la battaglia non è finita.
Negli ultimi giorni il ritorno degli scontri ed il bombardamento del campo hanno provocato la morte di 45 civili e il ferimento di molti altri, mentre le scuole del campo vengono chiuse ed i residenti hanno ricominciato a fuggire in posti più sicuri. Ma questa volta nuove fazioni hanno deciso di unirsi all’ELS, annunciando la creazione di due brigate chiamate “Palestina” ed “al-Asifa”, cioè “La tempesta”.
Queste brigate sono composte da palestinesi che si oppongono al regime e alle politiche del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – Comando Generale (FPLP-CG), un partito creato e finanziato dal regime siriano.
L’FPLP-CG ha formato dei comitati popolari nel tentativo in imporre l’ordine nel campo ed impedire l’ingresso dell’ELS. L’opposizione armata ha descritto queste misure come “una sfida spudorata ed un intervento indesiderabile nella crisi siriana.”
Un leader dell’FPLP-CG che preferisce rimanere anonimo ha affermato che il coinvolgimento della gioventù palestinese nei giochi dell’ELS ed il loro arruolamento in milizie affiliate al gruppo ribelle è una “decisione imprudente che avrà conseguenze negative sulle causa palestinese.”
Ha anche sottolineato che tutti i partiti coinvolti nel conflitto siriano stanno cercando di sfruttare i profughi palestinesi per “guadagnarsi il supporto arabo ed internazionale”.
“Oggi tutte le fazioni belligeranti vogliono reclutare i palestinesi per servire i loro piani. Il regime siriano ha fornito armi all’FPLP-CG per farlo partecipare alle sue battagle, mentre l’ELS è riuscito a sfruttare l’entusiasmo di alcuni giovani palestinesi per coinvolgerli nei propri sforzi.”
Il leader politico ha avvertito che “in ogni modo chi perderà di più sarà la causa palestinese”. Ha anche affermato che i palestinesi vogliono salvaguardare una Siria unita e che l’unica soluzione alla crisi è il dialogo.
La rapida escalation nei confini del campo ha diviso l’opinione pubblica di Yarmouk: i favorevoli alla rivolta condannano il regime siriano e l’FPLP-CG per la violenza. Di contro i lealisti – in particolare i residenti della “linea di fuoco” – vedono le cose in modo diverso.
Riguardo i media che dicono che l’aviazione del regime abbia bombardato un quartiere del campo, Abu Majd, un 67enne residente nel campo, da una versione differente.
“Abbiamo sentito gli aerei sorvolare il campo. Ovunque c’era il panico e girava voce che stessero per bombardarci ma, in realtà, li ho visti dal tetto della mia casa mentre colpivano il boschetto tra il campo e Babila.”
Questo abitante ha perso tre membri della famiglia durante le varie esplosioni di violenza degli ultimi due mesi, tra cui un bambino di dieci anni che è stato colpito da un cecchino.
“Durante la loro storia i campi profughi palestinesi hanno assistito a molte guerre e a feroci battaglie, ma non abbiamo mai visto incidenti così sanguinosi come quelli di oggi” dice Abu Majd.
“Quando ho provato a lasciare casa mia ho incontrato per strada dei militanti. Non so se appartenessero all’ELS o ai comitati popolari che rispondono ad Ahmad Jibril [leader dell’FPLP-CG] o magari all’esercito sirano o alle forze di sicurezza.”
Da parte sua il ministero degli esteri siriano è stato celere nel diramare un comunicato in cui specificava che la violenza a Yarmouk è avvenuta dopo che numerosi gruppi ed esponenti politici, tra cui il leader dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, hanno cercato di trarre vantaggio dalla situazione.
La dichiarazione del ministro conteneva la solenne promessa del regima di “ergersi contro qualsiasi tentativo di trascinare i palestinesi in ciò che sta avvenendo.” Inoltre aggiungeva che “ciò che sta attualmente avvenendo in Siria è il risultato del suo appoggio alla causa palestinese.”
Alla televisione di stato è stato letto anche un comunicato diramato dai comitati popolari del campo, in cui si rivendica che gli incidenti erano “il risultato degli attacchi di bande di terroristi” e si afferma il supporto dei comitati “al governo siriano e alla sua lotta.”
Comunque questa dichiarazione ha causato ulteriore risentimento tra gli abitanti del campo, che non vedono di buon occhio il supporto del regime all’FPLP-CG. Dopo tutto, dicono, questo gruppo è uno dei maggiori responsabili degli utlimi avvenimenti, soprattutto dopo che i suoi membri hanno preso le armi ed hanno combattuto con l’esercito siriano durante alcune battaglie.
Abu Fahed, un abitante del campo di 27 anni, ci dice ch “quando abbiamo manifestato per protestare contro la morte di 14 reclute dell’Esercito di Liberazione Palestinese vicino al campo di Neirab, le forze di sicurezza siriane ci hanno sparato uccidendo nove giovani.”
“Oggi il regime siriano ha aperto i suoi arsenali ai combattenti controllati da Ahmad Jibril. Esattamente di quale neutralità palestinese stiamo parlando?”
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